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Bugatti: Un'Eredità di Magnificenza, Esclusività e Velocità

Bugatti: Un'Eredità di Magnificenza, Esclusività e Velocità

Mozzafiato, lussuosa e assolutamente irresistibile — Bugatti è molto più di un marchio automobilistico. È una dichiarazione. Nata in Francia e radicata in una filosofia di eccellenza senza compromessi, Bugatti ha definito il significato di costruire le automobili ad alte prestazioni più esclusive al mondo. Dalle leggende delle prime gare alle moderne hypercar, esploriamo la storia completa dietro uno dei nomi più iconici nella storia dell’automobile.

Come Nacque Bugatti: La Storia di Ettore Bugatti

La storia di Bugatti inizia con un uomo straordinario. Ettore Bugatti nacque in Italia nel 1881, in una famiglia profondamente radicata nelle arti. Suo nonno era uno scultore e architetto, suo padre un abile intagliatore di mobili, gioielliere e pittore. L’arte scorreva nel sangue della famiglia — e così, col tempo, anche l’ingegneria.

Dopo che la famiglia Bugatti si trasferì in Francia, il giovane Ettore e suo fratello Rembrandt si dedicarono sia alla pittura che alla scultura. Ma le strade delle città francesi si stavano rapidamente riempiendo di carrozze semoventi, ed Ettore rimase affascinato. Nel 1897, a soli 16 anni, entrò nell’azienda automobilistica Prinetti, dove incontrò per la prima volta le vetture da competizione — i diretti antenati dei moderni veicoli da corsa.

Pur non avendo una formazione tecnica formale né un diploma di ingegneria, la sua formazione estetica donò a Ettore un istinto progettuale straordinario e un talento ingegneristico quasi innato. A 17 anni, costruì nel seminterrato della sua casa di famiglia un carretto a tre ruote mosso da quattro motori monocilindrico. Il veicolo partecipò alla corsa automobilistica Parigi–Bordeaux, ma uno sfortunato scontro con un cane interruppe la corsa. Imperturbabile, Ettore riparò il mezzo e vinse le tre successive gare automobilistiche.

A 20 anni, con il supporto del padre, Ettore aprì il proprio garage. La sua seconda automobile attirò l’attenzione della ditta De Dietrich: raggiungeva i 65 km/h, era dotata di un motore a quattro cilindri e vinse una medaglia d’oro alla Fiera Commerciale di Milano. De Dietrich assunse Ettore come progettista e acquistò i diritti di produzione dell’auto. Dopo ulteriori cambiamenti di carriera, Ettore prese la sua decisione più importante: nel 1909, nella cittadina di Molsheim, in Alsazia, fondò la propria casa automobilistica. Il marchio Bugatti era ufficialmente nato.

Ettore Bugatti

Le Prime Auto Bugatti: Type 10, Type 35 e l’Ascesa alla Gloria delle Corse

La prima vera vettura di serie di Ettore fu la Bugatti Type 10, dotata di un motore a quattro cilindri e otto valvole con una cilindrata di 1.131 cc. Pur non essendo perfetta, la Type 10 possedeva un telaio di straordinario successo, ed Ettore riuscì a trovare un finanziatore per portarla sul mercato. La sua carrozzeria era inconsueta — spesso paragonata a una vasca da bagno — ma pose le fondamenta di tutto ciò che sarebbe seguito.

Ettore Bugatti sulla sua prima automobile, la Bugatti Type 10

Un anno dopo, la Bugatti Type 13 uscì dai cancelli della fabbrica — e con essa arrivarono le caratteristiche distintive che avrebbero segnato ogni modello Bugatti a venire:

  • L’iconica griglia del radiatore a ferro di cavallo
  • Eccezionale stabilità su strada
  • Maneggevolezza e agilità straordinarie, soprattutto nelle curve strette
  • Una velocità massima di 100 km/h, avanzata per l’epoca

La Type 13 dominò le corse automobilistiche, lasciando tutti i concorrenti indietro. Seguirono i modelli 15 e 17, con il passo allungato. Tra il 1910 e il 1920 furono costruite più di 400 di queste vetture, che accumularono centinaia di vittorie in gara.

La reputazione di Bugatti nelle corse raggiunse lo status di leggenda nel corso degli anni ’20 e ’30. I momenti salienti di questa epoca d’oro includono:

  • 1923 – Bugatti Type 32: Soprannominata “il carro armato” per via della sua forma distintiva
  • 1924 – Bugatti Type 35: Il modello che rese Bugatti famosa nel mondo del motorsport. Con un motore a otto cilindri (1.991 cc, 95 CV) e una maneggevolezza eccellente, la Type 35 e le sue varianti (35A, 35B, 35C, 35T) accumularono circa 1.800 vittorie tra il 1924 e il 1930, con 336 esemplari prodotti in totale
  • 1927 – Bugatti Type 41 La Royale: Una delle automobili più ambiziose e lussuose mai costruite, con un motore da 13 litri, 260 CV e un passo superiore a 4,27 metri. A causa della Grande Depressione, ne furono prodotte solo sei invece delle 25 previste
  • 1931 – Bugatti Type 51: Un motore a otto cilindri da 2.261 cc che produceva 140 CV
  • 1931 – Bugatti Type 54: Un bolide da 4.972 cc e 300 CV che stabilì un record di velocità superiore a 210 km/h
  • 1934 – Bugatti Type 57: L’auto da sogno di miliardari e piloti di punta, con un record di velocità di 218 km/h e decine di vittorie in gara. La rara variante Atlantic sul telaio Type 57SC fu prodotta in soli tre esemplari — tutti sopravvissuti fino ad oggi

Le vittorie in gara di Bugatti attirarono una clientela d’élite. Scrittori, attori, politici e aristocratici acquistavano le vetture da corsa non necessariamente per competere, ma per ostentare il proprio status sulle nuove autostrade ad alta velocità d’Europa. Per soddisfarli, Bugatti iniziò a trasformare le auto da corsa in vetture sportive omologate per la strada — aggiungendo fari, tetti, poggiapiedi e parafanghi, migliorando continuamente le prestazioni.

La tragedia colpì nel 1939, quando Jean, il figlio di Ettore — cresciuto per guidare l’azienda — morì durante i test della Bugatti Type 57S 45. Jean non aveva ancora trent’anni. La perdita devastò Ettore, ormai sessantenne, gettando un’ombra lunga sugli anni che gli rimanevano.

Bugatti Type 57 Grand Raid Roadster

Ettore Bugatti, l’Uomo: Passioni, Personalità ed Eccentricità

Ettore Bugatti era straordinario quanto le automobili che costruiva. Oltre all’ingegneria, era un collezionista, un artista e un uomo di forti convinzioni, dalla personalità notoriamente anticonvenzionale. I suoi hobby e le sue passioni erano tanto variegati quanto stravaganti:

  • Dipingere e collezionare opere d’arte, incluse sculture di suo figlio Roland
  • Allevare e far gareggiare cavalli purosangue
  • Allevare fox-terrier
  • Curare un’imponente collezione di vini in due castelli privati
  • Progettare una bicicletta pienamente funzionante — che guidava personalmente attraverso i suoi stabilimenti
  • Costruire un peschereccio
  • Creare la “Baby Bugatti” — una miniatura di automobile elettrica per il suo figlio più piccolo, capace di raggiungere i 17 km/h. La richiesta da parte dei facoltosi vicini fu così alta che tra il 1927 e il 1930 furono prodotte quasi 500 unità

Ettore gestiva la sua fabbrica con un’attenzione quasi ossessiva alla pulizia e all’ordine. È famoso per aver rifiutato di installare freni idraulici quando gli ingegneri suggerirono di sostituire quelli meccanici, dichiarando: “Io costruisco le mie auto per andare, non per fermarsi!”

La sua clientela comprendeva re e capi di stato provenienti da tutta Europa — eppure Ettore non esitava a rifiutare una vendita. Al monarca bulgaro, ad esempio, fu negata una Bugatti dopo che Ettore avrebbe osservato in lui scarsa educazione a tavola. I personaggi famosi accettavano queste eccentricità come il prezzo da pagare per trattare con un vero genio.

Ettore Bugatti accanto a suo figlio Roland, seduto nella “Bugatti Baby”, una replica del leggendario modello Bugatti Type 35.
Bugatti Type 41 Royale

Nel 1947, Ettore presentò il suo modello finale — la Bugatti Type 73 — al Salone dell’Automobile di Parigi. Due settimane dopo, si spense. Suo figlio Roland rilevò l’azienda, ma il marchio faticò senza il suo visionario fondatore. Un prototipo della potente Bugatti 451 V12 fu presentato nel 1959, ma il progetto non fu mai completato. Nel 1963, Bugatti fu acquisita dalla casa rivale Hispano-Suiza e la società originale cessò di esistere. Ma la storia era tutt’altro che finita.

La Bugatti Moderna: Un Marchio Leggendario Rinato

La rinascita di Bugatti iniziò alla fine degli anni ’80, quando una nuova ondata di sviluppo delle supercar spingeva i costruttori a inseguire la barriera dei 322 km/h. Emerse un modello audace e anticonvenzionale — l’EB110 — seguito dalla sua variante ad alte prestazioni, l’EB110 SS. Al Salone di Ginevra del 1993, Bugatti presentò l’EB112, una berlina a quattro porte derivata dalla piattaforma dell’EB110.

Il momento più cruciale arrivò nel 1999, quando il Gruppo Volkswagen acquisì il marchio Bugatti per la quarta volta nella sua storia, segnalando un impegno serio nel riportarlo al vertice dell’ingegneria automobilistica. Seguì una serie di presentazioni storiche:

  • EB118: Una coupé in fibra di vetro progettata da Fabrizio Giugiaro di ItalDesign, debuttata al Salone di Ginevra del 1999
  • EB218: Una berlina con carrozzeria interamente in alluminio realizzata con la tecnologia ASF di Audi, anch’essa presentata a Ginevra nel 1999
  • EB 18/3 Chiron: Un prototipo intitolato al leggendario pilota di Formula 1 francese Louis Chiron, svelato al Salone di Francoforte del 1999
  • EB 18/4 Veyron: Presentato a Tokyo nel 1999 da Volkswagen, progettato presso il centro design VW sotto la direzione di Hartmut Warkuss, con caratteristiche prese d’aria in alluminio nella parte posteriore
  • Bugatti Veyron 16.4: Lanciata in produzione in serie nel 2005, con la prima consegna a un cliente effettuata nel marzo 2006 — una delle hypercar più celebrate della storia
  • Bugatti La Voiture Noire (2019): La Bugatti più costosa mai realizzata, al prezzo di 16,5 milioni di euro. Una supercar unica al mondo con carrozzeria in fibra di carbonio lavorata a mano, costruita per Ferdinand Piëch — nipote del fondatore della Porsche Ferdinand Porsche, ed ex presidente del Gruppo Volkswagen

Oggi vengono assemblati circa 80 veicoli Bugatti all’anno, la maggior parte dei quali viene consegnata direttamente dallo storico stabilimento di Molsheim ai propri proprietari in tutto il mondo. L’identità del marchio rimane immutata: l’iconico logo ovale con le iniziali del fondatore è bordato da 60 perle — simbolo di precisione, artigianalità ed esclusività che perdura da oltre un secolo.

Bugatti La Voiture Noire

Bugatti rappresenta l’assoluto vertice dell’ingegneria e del design automobilistico — un marchio che richiede piloti all’altezza dei suoi eccezionali standard. Se stai pianificando di metterti al volante di un veicolo di classe mondiale in qualsiasi parte del mondo, assicurati di avere i documenti in regola. Puoi ottenere rapidamente e facilmente una patente di guida internazionale tramite il nostro sito web. Dopotutto, una Bugatti merita di essere guidata da un professionista.

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